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Chi sono

Dott.ssa Elisa Scala, medico psicoterapeuta a Novara

Foto della dott.ssa Elisa Scala, medico psicoterapeuta a Novara

Medico psicoterapeuta

Sono iscritta all’Albo Professionale dei Medici dal 2008, ed esercito la professione di Psicoterapeuta sia per mezzo di sedute online che in presenza nel mio studio privato in prossimità del centro storico di Novara.

Essere medico psicoterapeuta è la missione che ho scelto in questa vita.

Laurea in Medicina e Chirurgia

Ho iniziato la mia formazione conseguendo la laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Milano.

Negli anni ho poi acquisito competenze in numerosi campi della Medicina Interna grazie al lavoro svolto presso l’Istituto Auxologico di Milano.

Su queste basi, e avendo a disposizione svariati strumenti per affrontare le diverse problematiche delle persone nella maniera più efficace possibile, ho definito il mio approccio a cui questo sito è dedicato. 

Perché medico psicoterapeuta?

Associare la Specializzazione in Psicoterapia con le conoscenze e l’esperienza di Medico garantisce un approccio completo nella comprensione e nel trattamento dei problemi e dei disagi psicologici.

Scegliendo di intraprendere un percorso di psicoterapia con me, la persona lavora con un medico psicoterapeuta, un professionista in grado di comprendere più aspetti dei conflitti interiori e di integrare nel trattamento una visione più ampia.

Questo porta a risultati tangibili per il paziente in tempi mediamente più brevi rispetto alla psicoterapia tradizionale e senza limitarsi a quella che potrei definire come “terapia dell’ascolto”.

Gli scopi della Psicoterapia

Ti senti in uno stato bloccato, senza un motivo apparente?

Hai la sensazione che ci sia un ostacolo invisibile che non ti sta permettendo di andare avanti serenamente e progredire nella tua vita?

In questo caso l’ostacolo è dentro di te ed è necessario portarlo alla luce della consapevolezza scavando nel tuo inconscio con un percorso di Psicoterapia.

 

Perché psicoterapeuta a Novara?

Nella mia attività di medico psicoterapeuta a Novara mi avvalgo di un percorso di psicoterapia dinamica breve e intensiva, considerando il paziente in un approccio olistico e multidimensionale.

Ritengo che nel 2024 la Psicoterapia debba aiutare a risolvere, nel minor tempo possibile, i traumi interiori, grandi o piccoli che siano.

Questo è realizzabile solo se si considera la persona nella sua totalità, anche spirituale, oltre che corporea, emotiva e mentale.

Stai cercando altre informazioni sul mio metodo?

Qui di seguito puoi leggere le risposte ad alcune delle domande (F.A.Q.) più comuni.

1. Ho già intrapreso alcuni percorsi di psicoterapia o di crescita personale. La Psicoterapia Medica Olistica mi può essere utile?

Il fatto di aver già intrapreso alcuni percorsi di psicoterapia o di crescita personale è molto positivo. La psicoterapia “classica” e anche la maggior parte dei seminari o scuole di crescita personale (che a tutti gli effetti rappresenta un mondo molto vasto) costituiscono in genere un valido punto di partenza per preparare la persona ad un lavoro più profondo, anche di tipo emozionale.

Mi capita spesso di ricevere pazienti in cerca di un percorso differente e più efficace, a volte dopo un anno o due di terapia tradizionale o di percorsi di altra natura.

Con il mio metodo il trattamento può essere proseguito in modo rapido e focalizzato, dato che la persona ha acquisito un livello di consapevolezza maggiore e si può definire già in parte “lavorata”.

Il principio base del mio metodo è che una vera guarigione non può che passare dalla dimensione emotiva inconscia. Tutti gli irrisolti emotivi, le emozioni represse, i copioni emotivi disfunzionali interferiscono in maniera importante con la qualità di vita della persona, che prima o poi dovrà farci i conti.

La guarigione avviene portando il paziente a contatto diretto con il suo inconscio emotivo, per quanto possa risultare disagevole. Questo comporterà un vero viaggio esplorativo dentro di sé, di scoperta, di riparazione e di perdono.

2. Come posso prenotare una seduta?

Per prenotare la prima seduta con me, puoi compilare il modulo di contatto che trovi in fondo a questa pagina, oppure cliccare sul numero di telefono per parlarmi direttamente.

Se in quel momento non fossi disponibile, ti richiamerò appena possibile o al termine della seduta in corso.

In alternativa, puoi anche inviarmi una e-mail all’indirizzo info@psicoterapiamedicaolistica.it

3. Come funziona il primo colloquio?

Nel primo colloquio il paziente porta la motivazione o problematica che lo spinge a richiedere il mio intervento, e procedo quindi con domande specifiche per raccogliere tutte le informazioni che mi sono necessarie.

Al termine della seduta, presenterò una diagnosi o anamnesi essenziale, concordando con il paziente l’obiettivo (eventualmente rinegoziabile) del percorso terapeutico.

I presupposti del trattamento sono quindi molto chiari fin dall’inizio e il paziente ha la possibilità di avere un quadro preciso di cosa aspettarsi dalle sedute successive.

Nel mio lavoro trovo molto utile parlare di “accordo progressivo” raggiunto con la persona già durante il primo colloquio.

4. Se non mi fosse possibile recarmi fisicamente presso lo studio, posso richiedere una Consulenza online a distanza?

Sì, utilizzo in modo proficuo anche il trattamento terapeutico su piattaforma online.

Se, per qualunque ragione, non ti risultasse possibile recarti fisicamente presso il mio Studio, ci connetteremo con la piattaforma Skype o con Zoom.

Le modalità operative della seduta e del percorso terapeutico in generale sono le medesime rispetto al ciclo di sedute in presenza.

5. Come funziona la seduta via Skype o Zoom?

La consulenza online è un modo rapido, comodo ed efficace per ottenere gli stessi risultati e benefici degli incontri dal vivo.

La durata è invariata, così come le modalità di lavoro e le tecniche utilizzate.

La seduta online ha il vantaggio di essere più efficiente in termini di tempo e di costi connessi agli spostamenti.

È la soluzione ideale sia per le persone che hanno difficoltà a spostarsi anche nell’ambito dello stesso Comune, sia per chi risiede in altre città o all’estero.

Ti aggiungo anche un breve elenco di cosa serve per la consulenza online:

  • Account Skype o Zoom. Se necessario, i programmi possono essere scaricati gratuitamente e configurati in pochissimi minuti da questi link:

Skype

Zoom

  • Connessione a Internet stabile;
  • Dispositivo dotato di videocamera e microfono (computer fisso o portatile, tablet, smartphone). È possibile anche utilizzare una webcam esterna;
  • Ambiente adeguato che garantisca la massima tranquillità e riservatezza per ricevere la chiamata all’orario concordato per l’appuntamento.

6. Dove si trova lo Studio? Come posso raggiungerlo?

Il mio Studio si trova a Novara in via Guglielmo Marconi 3/B, accanto al mercato coperto e a 12-15 minuti di distanza a piedi dalla stazione ferroviaria principale.

Se sei distante o non ti è possibile raggiungere lo studio puoi richiedere la consulenza online.

7. Posso conoscere il costo della prima seduta e di quelle successive?

Per quanto riguarda l’investimento richiesto per il trattamento, al momento il prezzo della prima seduta psicodiagnostica è di 80€ (non si applica IVA).

Le sedute successive hanno invece un costo unitario di 75€, sempre in regime esente IVA.

Non vi è differenza di prezzo tra le sedute in presenza e quelle tenute su piattaforma online, dal momento che l’impegno e il tipo di lavoro impostato sono del tutto sovrapponibili e confrontabili.

Per tutti i servizi, verrà rilasciata una fattura detraibile ai fini fiscali come prestazione sanitaria.

8. Come funziona il percorso dopo la prima seduta?

Da questa pagina e, in generale, in questo sito hai la possibilità di contattarmi per prenotare la prima seduta.

In piena trasparenza rispetto al mio modo di lavorare, io non so ancora se il mio metodo è il più adatto a te e alle dinamiche psicologiche che saranno oggetto di valutazione durante il primo colloquio.

È prima necessario fissare una seduta di diagnosi e anamnesi essenziale.

Ti devo fare alcune domande specifiche per approfondire tutto quello che mi serve della tua situazione.

Ho bisogno di vederti, in studio o su Skype/Zoom. Ho bisogno di apprezzare tutta una serie di sfumature su di te e sulla motivazione che mi porterai in seduta.

Solo al termine del primo colloquio potrò stabilire se la Psicoterapia Medica Olistica si adatta al tuo caso. E se, quindi, potremo andare ad attivare l’importante “accordo terapeuta-paziente” prima di entrare nel vivo del percorso.

Non solo, ma dopo aver analizzato attentamente la tua situazione, se lo riterrò opportuno potrò indicarti un altro percorso o approccio che risulta più adatto a te.

In caso invece di inizio del percorso terapeutico con me successivamente alla prima seduta, è possibile acquistare anticipatamente anche un pacchetto di 10 sedute (equivalenti in media ad un ciclo completo di terapia breve) con uno sconto immediato di 50€.

9. Qual è la durata di una seduta di Psicoterapia Medica Olistica?

Le sedute durano un’ora, sia dal vivo che su piattaforma online (generalmente uso Skype o Zoom).

A ciclo di terapia avviato, potrebbe essere utile una seduta di due ore per un lavoro più profondo sulle programmazioni inconsce o per la risoluzione specifica di un trauma con la tecnica EMDR. Questo verrà comunque concordato alla fine della seduta precedente o nell’intervallo di tempo tra una seduta e l’altra, se nel frattempo è emerso qualche elemento significativo e rilevante per la traiettoria terapeutica.

10. Quante sedute sono necessarie per vedere dei miglioramenti nella mia vita? In quanto tempo riuscirò a stare meglio?

La Psicoterapia Medica Olistica è nata come approccio breve, di durata inferiore alla media degli altri percorsi di psicoterapia. Rispetto alla psicoanalisi, invece, si discosta anche come metodologie di indagine della psiche.

Dopo la prima seduta, presento una diagnosi specifica del lavoro che sento opportuno, condividendo gli obiettivi del percorso terapeutico più adatto alla persona.

È molto importante definire il cosiddetto “accordo terapeuta-paziente” prima di entrare nel vivo del trattamento. Questo contribuisce a rendere più efficace e focalizzato il percorso stesso.

Al giorno d’oggi infatti c’è veramente molto bisogno di approcci terapeutici efficaci in tempi rapidi.

Il trattamento proposto è di tipo breve e pratico, e come scritto sopra la risoluzione della problematica avviene in circa 10-12 sedute se il lavoro si focalizza su un’unica area della vita.

Questo dato si basa sull’esperienza raccolta con numerose persone che presentavano tematiche di partenza anche molto differenti fra loro.

Alcuni pazienti scelgono poi di proseguire per raggiungere nuovi obiettivi o per consolidare i risultati raggiunti.

Nella fase di mantenimento sono previsti alcuni incontri diradati nel tempo, a cadenza mensile o trimestrale.

11. Qual è la frequenza consigliata per gli incontri?

La frequenza che consiglio per i primi incontri è ogni 7-14 giorni.

La soluzione preferibile per le prime 10 sedute è di rispettare una distanza di una settimana, e poi prolungare gradualmente in base alle indicazioni terapeutiche specifiche.

La successiva fase di mantenimento prevede incontri generalmente con cadenza mensile o trimestrale, fino alla chiusura del percorso.

Per sbloccare una problematica circoscritta sono generalmente sufficienti da 10 a 12 sedute.

In ogni caso, la frequenza e il numero degli incontri possono variare sulla base di particolari situazioni o esigenze che saranno valutate in sede di primo colloquio.

12. Posso richiedere solamente una seduta?

Sì, è possibile. Non è sempre necessario proseguire il percorso.

A volte anche un unico incontro può aiutare a fare chiarezza.

Durante il primo colloquio procederò con una diagnosi ed anamnesi essenziale, e se per qualunque motivo sentissi che il mio metodo non è il più adatto alla tua situazione, te lo indicherò molto chiaramente. In contemporanea, ti illustrerò le soluzioni alternative che riterrò più opportune per il tuo caso.

13. Che tipo di supporto può darmi?

Il mio metodo fornisce strumenti e strategie utili per la risoluzione del problema portato dal paziente.

La maggior parte del lavoro verrà svolto durante le sedute, anche se a volte potrei valutare di fornire alcuni semplici esercizi da eseguire a casa in un momento di tranquillità della giornata. Questi esercizi non sostituiscono in alcun modo il lavoro in studio, ma possono aiutare la persona ad affrontare al meglio alcuni momenti più stressanti della quotidianità, soprattutto quando il percorso terapeutico è ancora all’inizio.

14. Ho davvero bisogno dello psicoterapeuta?

Ci sono alcuni momenti nella vita in cui un individuo vive delle difficoltà, o una situazione di stallo, per cui neppure l’aiuto ed il sostegno delle persone a lei care sono sufficienti.

Il malessere, infatti, può interferire anche in modo massiccio con le attività quotidiane, oppure il disagio si protrae nel tempo e va ad ostacolare il mantenimento di relazioni umane sane.

In questo caso è sempre meglio richiedere l’aiuto di un terapeuta, meglio se olistico e in grado di lavorare sulla dimensione emotiva inconscia della persona con lo scopo di portare una vera guarigione.

15. Che tipo di strumenti usa il medico psicoterapeuta?

Lo strumento principale del medico psicoterapeuta è il colloquio.

La terapia è basata sul dialogo, sullo scambio e sul confronto tra terapeuta e paziente. Quest’ultimo porta un problema o una difficoltà, che può essere attinente al suo passato oppure riguardare qualcosa che sta sperimentando nel presente, inclusa una sintomatologia fisica.

A seconda della formazione del terapeuta, si può lavorare anche a livello corporeo e/o immaginativo.

Il mio metodo olistico include anche questa tipologia di lavoro, quando si rende opportuna.

Lo psicoterapeuta è un “sostenitore attivo del cambiamento”, che aiuta il paziente ad assumere la responsabilità della trasformazione sostenendolo nell’espressione di dinamiche ed emozioni represse, e nella individuazione delle risorse necessarie che in molti casi si trovano già all’interno della persona.

16. La Psicoterapia Medica Olistica lavora anche con l’ipnosi regressiva?

Nel mio Studio non effettuo l’ipnosi regressiva, anche se attribuisco una certa importanza a tutte le memorie e tracce energetiche presenti nell’albero genealogico o derivanti da una precedente incarnazione della persona.

Indago, quando necessario, i contenuti dell’inconscio nel Qui-ed-Ora del paziente, avvalendomi anche del fenomeno della risonanza per vedere emergere delle possibili memorie infantili che risalgono a questa vita.

17. Qual è la differenza tra la Psicoterapia Medica Olistica e la Terapia Strategica Breve del Dott. Nardone?

La Psicoterapia Medica Olistica e la Terapia Strategica Breve del Dott. Nardone hanno sicuramente qualche punto in comune, ma ci sono anche alcune differenze significative.

La similitudine più importante è che entrambi i metodi sono basati sull’approccio breve alla psicoterapia, con l’obiettivo di raggiungere risultati duraturi per il paziente in tempi rapidi.

In ogni caso, la Psicoterapia Medica Olistica si basa sull’integrazione della terapia breve con la concezione olistica della psicoterapia, che lavora con la persona nel suo insieme, considerando non solo gli aspetti psicologici, ma anche quelli fisici e spirituali.

La Terapia Strategica Breve del dott. Nardone, d’altra parte, si incentra su un approccio sistemico-strategico alla psicoterapia, con la finalità principale di cercare di risolvere i problemi attuali del paziente tramite la messa in campo di strategie comportamentali, piuttosto che indagare le cause profonde e inconsce del disturbo.

Questo metodo si basa sull’idea che i problemi psicologici siano il risultato di schemi di comportamento disfunzionali, e che la modifica di questi schemi possa portare a miglioramenti significativi nella qualità della vita del paziente.

Il terapeuta utilizza una serie di tecniche specifiche per identificare e modificare i modelli di comportamento disfunzionali, che possono includere la prescrizione di compiti specifici da svolgere tra una seduta e l’altra, la creazione di sfide per il paziente per spingerlo a superare i suoi blocchi e limiti e la ristrutturazione cognitiva delle credenze limitanti.

La Terapia Strategica Breve salta quindi totalmente il lavoro sulla dimensione emotiva e su alcuni aspetti chiave della storia personale del paziente, ritenendolo del tutto marginale.

In termini semplici, a fronte di un problema specifico, questo approccio identifica gli schemi comportamentali disfunzionali che lo alimentano e lo tengono vivo, e introduce quindi dinamiche comportamentali correttive con finalità pratiche.

Rimane, quindi, alla superficie del disturbo, agendo direttamente sulle sue manifestazioni per cercare di rettificarlo.

Sulla base della mia esperienza, è una terapia che può rivelarsi adatta per manager e uomini di affari in genere, che solitamente vogliono vedere subito risultati senza la necessità di indagare la psiche o di lavorare sulle emozioni. Può funzionare anche in dinamiche relazionali problematiche, ma solo nel momento in cui si punta ad un risultato nel breve termine.

Il punto chiave è che determinati problemi psicologici non possono essere risolti senza entrare nella dimensione emotiva inconscia. Questa dimensione guida infatti i comportamenti da dietro le quinte, e non si può condurre un lavoro psicologico andando a ritroso, come a voler risalire la corrente di un ruscello.

Non è infrequente, poi, che i risultati ottenuti possano rivelarsi circoscritti in un perimetro preciso, oltre che essere di medio-breve termine temporale.

Un aspetto pratico da considerare è che la Psicoterapia Medica Olistica può essere eseguita solo da un medico psicoterapeuta, mentre la Terapia Strategica Breve può essere eseguita da uno psicoterapeuta con una formazione specifica in questo metodo.

È comunque sempre importante trovare l’approccio terapeutico più adatto alle proprie esigenze e ai propri obiettivi specifici.

18. La Psicoterapia Medica Olistica è efficace anche sui sintomi fisici?

Come afferma la psicosomatica, ogni sintomo fisico rappresenta un’istanza che non trova altro modo per esprimersi e trovare la sua via verso la consapevolezza, ed io sono pienamente d’accordo con ciò.

Bisogna ricordare il principio fondamentale, espresso dal Maestro Carl Gustav Jung, che “l’inconscio tende sempre al conscio”. Non è possibile reprimere nell’inconscio un carico energetico, solitamente di natura emozionale, per un tempo indefinito.

Tutto ciò che viene rimosso dalla coscienza e respinto nell’inconscio deve per definizione trovare la sua via per riemergere. Non è possibile negare il diritto di cittadinanza ad una parte di noi, per quanto sentita come inaccettabile, socialmente inammissibile, o anche angosciante.

La rimozione è collegata all’importante concetto di immagine di sé, scoperta per la prima volta dal chirurgo plastico Maxwell Maltz.

Se vuoi approfondire la relazione intima che intercorre tra immagine di sé e autostima puoi leggere l’articolo dedicato.

L’immagine che noi abbiamo di noi stessi, e che molti ignorano del tutto, rappresenta infatti la mappa precisa di cosa ci concediamo di essere, e quindi di agire, e di ciò che invece è inconfessabile e deve quindi essere alienato nell’inconscio.

Ogni cosa non risolta spinge verso la risoluzione e la sua emersione, inevitabile quanto inesorabile, avverrà sempre secondo la via di minor resistenza.

Questo è un principio inalienabile della Natura.

Ed è un bene.

Tutto tende all’equilibrio, e laddove ci sia un processo di rimozione l’equilibrio è turbato.

Le emozioni represse e spinte nell’inconscio possono trovare la via di scarico nel corpo. In generale, tanto più è criptica la manifestazione esteriore del carico energetico represso, tanto più è potenzialmente in grado di danneggiare il corpo fisico, se reiterata nel tempo (e quindi cronicizzata).

Per questa ragione risulta essenziale rendere cosciente l’istanza che ha portato alla rimozione, sia essa un desiderio, una passione oppure un trauma, utilizzando la via di accesso che risulta più idonea, anche in funzione di quello che manifesta la persona.

Il principio di fondo è che il sintomo fisico porta sempre un messaggio con sé, e non è mai lì a caso, o per pura sfortuna.

La Psicoterapia Medica Olistica quindi integra un lavoro di presa di coscienza delle ragioni profonde del sintomo, arrivando a chiarificare le resistenze del paziente.

Infatti, un altro punto fondamentale è che la dimensione inconscia erige una serie di barriere per impedire il processo di emersione, accettazione e successiva trasformazione. Se così non fosse, le problematiche si risolverebbero da sole, sia sul piano fisico che su quello psicologico.

La maggior parte dei percorsi di psicoterapia tradizionale non integra in maniera adeguata questa tipologia di lavoro, che invece risulta fondamentale nella psicoterapia medica declinata in un vero approccio olistico.

Nel mio percorso intendo, in una prima fase, aiutare il paziente a rendersi consapevole delle proprie resistenze, in modo da poterle affrontare senza giudizio.

19. Soffro di ansia e di forti attacchi di panico. Posso guarire?

Sì, è possibile.

L’ansia forte e il panico hanno un significato molto preciso nella tua vita.

Al di sotto dell’ansia vi è sempre un carico emotivo di cui solitamente non sei consapevole. Percepisci l’ansia al posto dell’emozione sottostante. I pazienti a volte scambiano l’ansia per un’emozione. Questa è però solamente la spia di una corrente emotiva sotterranea, talvolta tumultuosa. Al di sotto c’è tutta la vita che non hai vissuto, e le parti della tua psiche che rifiuti e combatti con tutte le tue forze.

Come puoi intuire, quando l’emozione sottostante e repressa emerge verso la luce, l’ansia si attenua, e viceversa. Puoi vederla come una bilancia a due piatti: se uno sale, l’altro scende. È la fisica della psiche.

Da qui puoi anche capire come l’ansia stessa ti blocchi nel processo di risalita alla coscienza da parte dell’emozione conflittuale repressa.

L’ansia è il guardiano della soglia, che si para davanti ad ogni tentativo frontale di lavoro sul rimosso. La parola chiave è proprio “frontale”.

Da un altro punto di vista, l’ansia è il segnale che l’emozione sta tentando di salire. Se l’emozione salisse prepotentemente e con tutta la sua forza, l’ansia non avrebbe più alcuna ragione di esistere. Sembra un paradosso, ma si tratta di un equilibrio a volte delicato.

L’ansia può quindi essere considerata come positiva. L’inconscio tende sempre al conscio, e questo processo attiva l’ansia e le difese. Durante il trattamento terapeutico è quindi importante lavorare sempre alla soglia dell’ansia, pena la sostanziale inefficacia della terapia, oltre ad una sua lunghezza eccessiva.

La traiettoria generale del trattamento terapeutico è: difese della persona – ansia – esplorazione dell’emozione/impulso bloccato sottostante. Il mantenimento dello stato di repressione, tra l’altro, protegge la persona dall’ansia, in un circolo che si autoalimenta e in cui l’individuo paga un prezzo anche molto elevato, che spazia da relazioni insoddisfacenti a diversi malesseri e sintomi fisici.

Ricordati questo aspetto: la divisione interna ha sempre un prezzo da pagare.

Il mio approccio olistico tende a ridurre il carico conflittuale e repressivo, e tra gli obiettivi si pone quindi il ripristino dell’integrità della persona, intesa come stato in-diviso al suo interno.

A questo punto la persona può accedere e sperimentare questi contenuti inconsci, vivendo la diminuzione dell’ansia, con la conseguenza che non avverte più la necessità di proteggersi. Viene pertanto favorita una integrazione neurale tra emozioni inconsce e processi cognitivi superiori.

Nell’ottica della guarigione emozionale, l’ansia quindi non è più il nemico da zittire in ogni modo con ansiolitici e similari, bensì la mappa che ci orienta verso la possibilità di riportare alla luce i nostri veri sentimenti e tutta la parte di noi che giace schiacciata dalle nostre resistenze e difese da svariato tempo.

L’ansia è il segnale che il tempo è giunto, come un rabdomante che ormai si trova in prossimità di una falda acquifera. L’ansia è l’imminenza della trasformazione, l’inesorabilità della potenziale guarigione che ti fa l’occhiolino, seppur in linguaggio simbolico.

20. Prendo già ansiolitici o antidepressivi. Posso iniziare lo stesso il percorso?

Sì, puoi iniziare un percorso di Psicoterapia Medica Olistica.

I farmaci tradizionali tendono ad agire sui sintomi, e il mio approccio ti aiuterà a riconoscere ciò che si trova al di sotto.

Indipendentemente dall’uso di psicofarmaci o fitoterapici, i sintomi sono infatti portatori di un messaggio spesso profondo che origina dai meandri più reconditi e inconfessabili della tua psiche. Possono essere attenuati o rimossi in un lasso di tempo medio-breve se la loro intensità impatta eccessivamente la qualità della tua vita, ma nel frattempo il percorso terapeutico deve proseguire nell’elaborazione di eventuali traumi o vissuti conflittuali che si trovano al di sotto di questi sintomi.

In questo scenario, dopo il primo colloquio potrei chiederti quantomeno di informare il tuo psichiatra curante del fatto che hai intrapreso un percorso di psicoterapia con me. Solo in qualche caso, potrebbe essere utile che gli parli direttamente. In ogni caso non ti preoccupare, valuterò questo punto durante la prima seduta e, se del caso, te lo dirò chiaramente.

21. La Psicoterapia Medica Olistica funziona per tutti i problemi?

I dati scientifici a sostegno dell’efficacia della psicoterapia sono numerosi.

La mia esperienza condotta ad oggi su numerose persone, anche con problematiche rilevanti, dimostra come il mio metodo risulti mediamente più efficace rispetto alla media degli altri, con risoluzione di diverse problematiche emozionali e relazionali in tempi più rapidi.

Molto sta, in ogni caso, anche nella costruzione di un buon legame psicoterapeuta-paziente e nella reciproca collaborazione, in quanto ogni persona rappresenta un microcosmo unico e irripetibile, portandola a rispondere secondo modalità esclusive.

Personalmente ho ottenuto risultati significativi anche con pazienti poco collaborativi, o inseriti in ambienti non supportivi o depotenzianti.

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Disclaimer. È importante ricordare che la psicoterapia non è un rimedio magico, e che un certo grado di apertura e collaborazione della persona aumenta di gran lunga l’efficacia finale del percorso. Un ostacolo che ho riscontrato, seppure in rari casi, è la presenza di ambienti familiari eccessivamente ostili o contrari all’evoluzione del mio paziente. Se questo sarà il caso, provvederò a parlare molto chiaramente alla persona per arrivare ad una presa di consapevolezza adeguata.

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Siamo arrivati alla fine di questa lunga pagina, mi auguro che le informazioni che hai letto ti siano state utili.

Ti consiglio di salvarla tra i Preferiti nel tuo smartphone o computer in modo da avere sempre un punto di riferimento se deciderai di iniziare un percorso di psicoterapia medica ad approccio olistico.

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28100 Novara

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Lun – Ven: 9.00 – 13.00, 15.00 – 19.00
Sabato: 10.00 – 13.00