Seleziona una pagina

EMDR per i traumi psicologici

A Novara un approccio integrato di psicoterapia efficace per ansia, attacchi di panico, depressione, lutti, fobie, stress, disturbi alimentari ed eventi traumatici

Possibilità di sedute EMDR anche online

Cos’è l’EMDR?

L’EMDR è una metodologia specifica di Psicoterapia che facilita la risoluzione dei disagi emotivi anche gravi e dei sintomi dolorosi legati ad esperienze di vita stressanti e traumatiche.

L’acronimo, dall’inglese Eye Movement Desensitization and Reprocessing, significa letteralmente “Desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari”.

Nel corso delle sedute di EMDR si utilizzano infatti i movimenti oculari, o altre forme di stimolazione alternata destro/sinistra, per il trattamento di disturbi e di blocchi causati da eventi traumatici che possono risultare particolarmente logoranti dal punto di vista emotivo ed esistenziale.

Cos’è un trauma psicologico?

Il trauma psicologico (dal greco trayma, cioè trafitturaperforamento) è il risultato mentale di un evento o di una serie di eventi estremamente stressanti, improvvisi ed esterni che superano la capacità dell’individuo di gestirne o elaborarne adeguatamente gli effetti emotivi e psicologici.

È quindi la reazione psichica ad un’esperienza intensa e dolorosa in grado di sgretolare, seppur temporaneamente, le strategie di difesa e di adattamento della persona, provocando in tal modo una disfunzione psicologica.

“Il trauma è una rottura dell’esperienza quotidiana e della memoria, un evento non rappresentabile nella nostra mente, la quale per natura ha bisogno di incasellare i fatti nell’universo dei significati umani. Questa ferita psicologica si presenta come stordimento ed amputazione delle emozioni e la sua concretezza perdura nel tempo, provocando sofferenze mentali destabilizzanti.”

(Prof. Massimo Ammaniti)

Le possibili reazioni di fronte all’evento traumatico

Di fronte al pericolo la risposta umana più tipica è l’attivazione del sistema di attacco o fuga, per certi versi due facce della stessa medaglia.

Esiste però una terza modalità di risposta davanti ad un evento improvviso, che viene adottata quando la sua portata è troppo intensa: il cosiddetto congelamento (o freezing), da vedere come un vero e proprio black out del sistema psicocorporeo.

Il freezing è uno stato di impotenza totale in cui il corpo e la mente sospendono temporaneamente la loro attività. La difesa estrema messa in campo è quindi l’immobilità. In questo modo non ci si sottrae completamente al pericolo, ma solo si evita di viverlo coscientemente.

Evento traumatico, definizione

Per definizione, l’evento con la potenzialità di generare un trauma psicologico (cd. evento traumatico) è un avvenimento di natura straordinaria.

Qui la caratteristica di straordinarietà non è legata tanto alla rarità in termini di frequenza temporale, ma alla potenzialità dell’evento di forzare le normali abilità della persona di adattarsi.

Una definizione efficace di evento traumatico è una “situazione che implica una minaccia diretta alla vita o al mantenimento dell’integrità fisica del soggetto”.

Possono essere fonte di trauma anche avvenimenti che riguardano altre persone o una collettività, ma che prevedono comunque una componente marcata di violenza o di morte. Un esempio sono le catastrofi naturali, attentati terroristici, incidenti aerei o le guerre.

Quello che accomuna gli eventi traumatici, di qualsiasi natura essi siano, è il fatto di sconvolgere i sistemi che permettono all’individuo di avere un senso di controllo su ciò che succede, e di attribuire a questo un significato.

Il confine netto tra eventi traumatici e avvenimenti dolorosi

È poi importante distinguere il trauma psicologico dai semplici avvenimenti difficili e dolorosi, eventi negativi che causano sì sofferenza emotiva anche intensa, ma che solitamente possono essere elaborati e superati con il tempo e, nei casi più impattanti, con un supporto terapeutico adeguato.

Se è vero che, con il passare del tempo, le esperienze dolorose possono essere rielaborate dai sistemi psichici della persona, i traumi psicologici continuano invece a vivere in una dimensione atemporale e senza un intervento diretto accompagneranno la persona per tutta la vita.

All’interno delle esperienze traumatiche vi sono i traumi subiti nell’età infantile, eventi stressanti legati alle comuni esperienze di vita fino ad arrivare ad eventi stressanti cosiddetti maggiori o straordinari.

Gli esempi più tipici e ricorrenti di eventi ad alto contenuto traumatico sono:

  • incidenti;
  • lutti improvvisi;
  • abusi sessuali;
  • violenze e aggressioni di varia natura;
  • conflitti familiari;
  • maltrattamenti fisici o psicologici di vario grado;
  • catastrofi naturali.

Le 5 fasi del trauma minore: come attraversarlo

Un modello comunemente accettato per descrivere il processo di elaborazione di un evento doloroso o di un trauma minore, ma anche di un lutto non complicato, prevede l’attraversamento di 5 fasi distinte.

In sintesi queste sono:

  1. Negazione. Nella fase iniziale del processo è comune la negazione del trauma e una generale difficoltà a riconoscere la propria esperienza. Le persone tendono a negare l’accaduto e a minimizzarne l’impatto.
  2. Rabbia. In questa fase le persone iniziano a provare rabbia rispetto al trauma o la perdita e la possono esprimere verso sé stesse (rabbia autodiretta), verso gli altri (rabbia eterodiretta) o verso le circostanze in generale.
  3. Contrattazione. Qui le persone cercano un modo per evitare o mitigare l’impatto del trauma. Possono pensare a soluzioni o ad una sorta di accordo che possa proteggerle da ulteriori danni.
  4. Depressione. Arriva un momento in cui le persone possono sentirsi sopraffatte dalla tristezza e dalla depressione. Se non adeguatamente supportate, questa fase può essere piuttosto lunga.
  5. Accettazione. Nella fase finale la persona inizia ad accettare la propria esperienza traumatica e a trovare modi per elaborarla e superarla.

Queste fasi non hanno necessariamente uno sviluppo lineare, così come non tutte le persone attraverseranno ogni fase. Possono, in ogni caso, risultare un utile strumento per rappresentare il processo di elaborazione di un trauma minore, di un evento doloroso o di un lutto.

È importante ricordare che questo processo non si applica agli eventi traumatici che hanno causato gravi shock emotivi, dove le informazioni per definizione non hanno la possibilità di essere correttamente assimilate e trasformate senza uno specifico intervento esterno.

Le conseguenze del trauma psicologico

Le emozioni legate a esperienze traumatiche importanti o maggiori restano immobilizzate nelle reti neurali del cervello. Quando la persona vive un evento traumatico, infatti, la forte carica emotiva ansiogena associata non lascia il tempo necessario per una corretta elaborazione dell’esperienza da parte delle reti neurali, e questa rimane quindi congelata, alla stregua di un frammento sensoriale nella memoria emotiva e del corpo.

Dal momento che sono ”ibernate”, senza possibilità di poter essere rielaborate dall’individuo, queste esperienze continuano a provocare disagi, fobie e blocchi di varia natura e senza che la persona possa accedere ai veri contenuti profondi di queste informazioni.

Trauma psicologico, sintomi fisici

Il trauma psicologico è un’esperienza che rimane incastonata nella memoria, nelle reti neurali, insieme a tutte le immagini, ai pensieri, alle emozioni e alle sensazioni olfattive/uditive originarie di quel momento.

Gli eventi traumatici più dolorosi e impattanti non scompaiono facilmente dal cervello e dalle vie neuronali. I sintomi fisici e psicologici più comuni associati ai ricordi traumatici sono incubi, pensieri intrusivi, flashbacks, stati di congelamento o, al contrario, di allerta emotiva apparentemente senza una causa specifica.

Per questo motivo molte persone continuano, anche a distanza di parecchi anni, a soffrire di sintomi di cui finiscono per non ricordare nemmeno più la causa.

Un altro aspetto importante è che la persona traumatizzata, senza che ne sia consapevole, risponde emotivamente ad un episodio neutro come se si stesse ripresentando la stessa situazione che ha provocato il trauma.

Finché questi sintomi sono presenti, non possono far altro che condizionare il benessere dell’individuo e impedirgli di condurre una vita serena.

Il disturbo post-traumatico da stress

In alcuni casi l’evento traumatico porta anche all’insorgenza di patologie e disturbi psicologici, come il disturbo post-traumatico da stress (PTSD).

I sintomi di questo disturbo possono variare da individuo a individuo, ma di solito includono ricordi intrusivi e traumatici dell’evento, incubi, ansia, comportamenti di evitamento rispetto alle situazioni o persone associate all’evento traumatico, irritabilità e, in generale, risposte esagerate di paura.

Secondo i dati raccolti da quasi 37.000 soggetti che partecipano alla Canadian Community Health Survey, i pazienti che hanno sviluppato un disturbo da stress post-traumatico riportano incidenze significativamente più elevate di sindromi dolorose croniche, malattie respiratorie, disturbi gastrointestinali, malattie cardiovascolari, sindrome da stanchezza cronica e cancro.

(John Arden)

Come elaborare un trauma

Dal momento che l’evento traumatico è causa di un dolore percepito come intollerabile dall’individuo, la mente attiva subito i suoi efficaci meccanismi di difesa. Quello più importante è sicuramente la dissociazione del ricordo, che viene così estromesso dalla coscienza e relegato nella dimensione inconscia.

L’esperienza del trauma psicologico, insieme a tutte le componenti emotive e somatiche associate, deve quindi essere reintegrata nella memoria della persona.

L’EMDR ha la possibilità di intervenire in maniera diretta su queste memorie traumatiche e sui ricordi dolorosi associati, rivelandosi quindi un’ottima terapia per i traumi.

Nel 2013 l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha riconosciuto l’EMDR come trattamento efficace per l’elaborazione e il superamento dei traumi psicologici.

In particolare, la terapia EMDR è evidence-based, ossia è comprovata con metodo scientifico da numerosi studi pubblicati in letteratura.

Trauma psicologico, come superarlo

Grazie a questa terapia si interviene direttamente sul ricordo traumatico, sia nella sua forma che nel contenuto, ossia sulle componenti emotive e somatiche.

I movimenti oculari ritmici, che nel corso della seduta vengono attivati insieme alle immagini traumatiche, alle credenze negative associate e alle emozioni che tendono ad affiorare alla consapevolezza, consentono lo sblocco e l’elaborazione dell’informazione rimasta congelata. Quest’ultima può dunque muoversi verso una ristrutturazione efficace ed entrare finalmente a far parte di uno schema cognitivo ed emotivo positivo.

Lo scopo finale è quindi un processo di integrazione di quell’esperienza negativa con nuovi significati, ripristinando così un nuovo equilibrio psichico dove l’energia inizialmente bloccata nel trauma è tornata a fluire.

Le fasi di elaborazione di un trauma in terapia

Superare un trauma è un processo complesso che deve tenere conto di tutti gli aspetti associati all’evento doloroso e anche delle modalità con cui quest’ultimo ha impattato la persona.

In un percorso di terapia finalizzato al superamento di un trauma si possono individuare queste fasi generali:

  1. Riconoscimento. La prima fase consiste nel riconoscere che si è stati vittime di un trauma e nell’accettare la propria esperienza. Può, in molti casi, essere difficile dal momento che molte persone tendono a negare o a minimizzare l’impatto del trauma, anche come meccanismo di difesa.
  2. Trasformazione. In questa fase la persona inizia a comprendere il trauma, a vederlo e a cogliere il suo significato. Qui è dove inizia la vera e propria elaborazione del trauma, dato che la consapevolezza è il primo passo verso l’elaborazione.
  3. Risoluzione. La persona inizia a risolvere le percezioni e le componenti emotive legate al trauma. Questo aiuta senza dubbio ad affrontare i ricordi del trauma senza essere travolti dalla paura e dall’angoscia.
  4. Guarigione. È la fase finale, dove la componente traumatica è portata in risoluzione e la persona torna in grado di affrontare tutte quelle situazioni che in precedenza le causavano ansia o comportamenti di evitamento.

Le 4 fasi che ho descritto possono non essere lineari, variando quindi da persona a persona.

È importante ricordare che un trauma non può essere superato da soli, quindi questo protocollo in 4 fasi sequenziali deve essere applicato solo con l’intervento di un terapeuta certificato.

La terapia con EMDR per quali disturbi e patologie è efficace?

Nel mio studio privato di Novara e su piattaforma online conduco trattamenti specifici utilizzando la tecnica EMDR.

Questo protocollo integrato risulta efficace per una serie di disturbi e patologie, tra cui:

Quante sedute EMDR sono necessarie per ottenere il risultato?

In poche sedute di EMDR a Novara oppure online, i ricordi legati all’evento traumatico perdono la loro carica emotiva negativa (Fase di de-sensibilizzazione).

Il cambiamento avviene rapidamente ed è definitivo, anche per traumi vissuti anni o decenni prima o addirittura nell’infanzia.

I pensieri e le emozioni negative che erano associate all’evento traumatico in genere si attutiscono o scompaiono del tutto.

La terapia EMDR si applica con la stessa efficacia nel corso sia di sedute in presenza nel mio studio privato a Novara che di sedute condotte su piattaforma online nella massima riservatezza.

Prenota la tua consulenza, lasciaci i tuoi dati e ti ricontatteremo

Informativa Privacy *

O, se preferisci, telefonaci o mandaci una e-mail

E-mail

info@psicoterapiamedicaolistica.it

Indirizzo

Via Guglielmo Marconi, 3/B – Scala F
28100 Novara

Orari

Lun – Ven: 9.00 – 13.00, 15.00 – 19.00
Sabato: 10.00 – 13.00