Seleziona una pagina

Le fobie più comuni, anche dette disturbi fobici, sono paure intense e specifiche innescate da precise situazioni, animali o anche oggetti che di per sé non rappresentano una reale fonte di pericolo per la persona.

La loro caratteristica primaria è quindi la completa disproporzione tra la reazione psicologica che si attiva nel soggetto e il livello di pericolo rappresentato dalla situazione esterna, quasi sempre nullo o molto basso.

Nell’articolo ti spiegherò le varie tipologie di fobie, spaziando da quelle più comuni fino a quelle strane o insolite, come riconoscerle e quindi come potersene liberare grazie a semplici tecniche che puoi applicare fin da subito nella tua vita quotidiana. Per una guarigione più profonda e a medio-lungo termine, è molto utile intraprendere un percorso di psicoterapia per lavorare sulle loro radici più nascoste e meno ovvie.

Le fobie: definizione e tipologie principali

Il significato della parola fobia deriva dal greco phobos, letteralmente paura.

La fobia (o disturbo fobico) è una paura marcata, irrazionale e spesso persistente che si manifesta con caratteristiche peculiari, tra cui l’essere del tutto sproporzionata rispetto al reale pericolo dell’oggetto o della situazione e l’incapacità di essere controllata con spiegazioni razionali, dimostrazioni e ragionamenti.

Una ovvia conseguenza della presenza di un disturbo fobico è l’emersione di un comportamento di evitamento sistematico della situazione-stimolo che spaventa.

In tutti i casi l’individuo che ne è affetto riconosce che la paura è irragionevole e non deriva dall’effettiva pericolosità dell’oggetto, situazione o animale temuto. Ciò nonostante, l’irrazionalità dell’angoscia prende il sopravvento e il controllo della dimensione emotiva del soggetto.

Le fobie sono spesso accompagnate da sintomi fisici e psicologici ben precisi, come sudorazione, palpitazioni, tremori e, nei casi più gravi, perfino attacchi di panico.

Differenza tra paura e fobia

Prima di procedere e vedere nel dettaglio i disturbi fobici più comuni, voglio affrontare un punto chiave.

Come si distingue una normale paura da una vera e propria fobia?

La differenza principale tra paura e fobia (o disturbo fobico) risiede soprattutto in questo: 

  • la paura è un’emozione innata e transitoria, con lo scopo primario di proteggere la persona da un pericolo reale e immediato, che tipicamente innesca il rilascio di adrenalina dalle ghiandole surrenali e la modalità reattiva di attacco o fuga utile alla sopravvivenza stessa;
  • una fobia è la reazione a uno stimolo incentrata su una percezione amplificata e distorta del pericolo, che tipicamente innesca reazioni psico-fisiche di varia intensità.

A differenza della paura, le fobie possono essere transitorie (soprattutto nei bambini), oppure più spesso di natura cronica.

Elenco delle fobie più comuni

Vediamo adesso un elenco delle paure più diffuse e conosciute, tipicamente classificabili in diverse categorie e tipologie:

  • Agorafobia: paura di trovarsi in luoghi aperti o affollati, da cui deriva una certa difficoltà a lasciare la propria abitazione o ad allontanarsi da un luogo considerato sicuro.
  • Fobia sociale: paura di essere giudicati o valutati negativamente dagli altri, con conseguente difficoltà a parlare in pubblico o, più in generale, ad interagire con il prossimo.
  • Fobia specifica: paura di un oggetto o di una situazione ben precisa e circoscritta, come alcuni animali (i ragni nell’aracnofobia o gli uccelli nell’ornitofobia), i dentisti, gli aghi e siringhe, le altezze (acrofobia), il buio (scotofobia), gli ascensori, gli aerei (aviofobia) o perfino i temporali (astrafobia o brontofobia).
  • Claustrofobia: paura di trovarsi in spazi ristretti o chiusi, come ascensori, cantine, gallerie, autorimesse, aerei o cabine di treni.
  • Fobia da prestazione: condizione legata alla paura di non riuscire a svolgere al meglio una determinata attività, come ad esempio un esame o un colloquio di lavoro.
  • Ematofobia: paura del sangue o delle ferite (anche detta traumatofobia).
  • Fobia dell’abbandono: paura di essere lasciati o abbandonati dalle persone a cui si è legati.
  • Fobia dei rumori forti: paura dei rumori improvvisi e forti, come ad esempio un tuono o gli spari.
  • Fobia di tipo somatico: paura di sviluppare determinate malattie o disturbi, anche nota come ipocondria.

Questi sono solo alcuni esempi delle fobie più comuni e diffuse, anche se ne esistono molte altre.

Scotofobia, significato

Nell’elenco delle fobie più comuni troviamo la scotofobia, ovvero la paura del buio, senz’altro molto conosciuta e diffusa.

La scotofobia è un termine che deriva dal greco “skotos”, che significa “buio,” e “phobos”, ovvero “paura”.

Questa parola si riferisce ad una paura irrazionale e intensa del buio o di situazioni in cui la luce è scarsa. La scotofobia può provocare ansia e disagio significativi nelle persone che ne soffrono, portandole ad evitare ambienti o situazioni buie, ad avere un forte disagio a dormire in casa da soli o, più in generale, a percepire un senso di destabilizzazione quando si sta avvicinando il crepuscolo.

La scotofobia è in genere più comune nei bambini rispetto agli adulti. Questa paura è infatti una delle fobie infantili più diffuse ed è considerata una parte normale dello sviluppo.

È importante riconoscere che, sebbene molte persone possano provare una certa inquietudine nei confronti del buio, la scotofobia rappresenta una forma più estrema e debilitante di questa paura.

Le fobie strane

Oltre alle fobie più comuni che abbiamo appena visto, ce ne sono alcune decisamente strane, e non tanto per la dinamica di per sé, ma per l’oggetto della fobia o per la modalità con cui si manifesta.

Le fobie strane sono quindi quelle paure irrazionali e bizzarre che possono sembrare assurde a chi non le vive sulla propria pelle. Possiamo citare, ad esempio, la paura dei numeri, della barba, dei peluche o del colore giallo.

Queste fobie, per quanto possano sembrare anomale e quindi relativamente innocue, sono altrettanto impattanti e significative per chi le sperimenta, e possono avere un impatto rilevante sulla vita quotidiana del paziente.

La diagnosi di un disturbo fobico

La diagnosi del disturbo fobico si basa, a livello clinico, sui criteri della Quinta Edizione del Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (DSM-5).

Come sintomo di base, i pazienti presentano:

  • Paura marcata e persistente (≥ 6 mesi) o ansia rispetto ad una situazione o ad un oggetto specifico

In aggiunta, il disturbo fobico è caratterizzato da tutte queste caratteristiche:

  • La situazione o l’oggetto quasi sempre innescano una paura immediata o l’ansia;
  • I pazienti manifestano comportamenti di evitamento rispetto alla situazione o all’oggetto;
  • Vi è disproporzione tra il pericolo reale (rapportato alle norme socio-culturali) e la paura o l’ansia innescate nel soggetto;.
  • La paura, l’ansia e/o i comportamenti di elusione provocano un disagio significativo o inficiano il funzionamento sociale o lavorativo della persona.

Come si sviluppano le fobie più comuni: le cause e i fattori di rischio

I disturbi fobici hanno origini complesse e multifattoriali, essendo riconducibili all’interazione di diversi elementi, tra cui la specifica esperienza di vita della persona, l’ereditarietà, il temperamento, il contesto sociale e culturale da cui si è circondati.

Analizzandoli da un’ottica psicologica, possono essere inquadrati come una forma di risposta emotiva e comportamentale disfunzionale ad un evento stressante o traumatico.

Alcune teorie psicologiche suggeriscono che le fobie possano derivare da modelli di apprendimento acquisiti durante l’infanzia attraverso l’osservazione diretta o l’imitazione. Ad esempio, se un bambino cresce in un ambiente in cui i genitori sono affetti da una forte paura degli animali, potrebbe a sua volta sviluppare la medesima fobia senza che vi siano cause scatenanti evidenti o esperienze traumatiche impattanti.

Secondo altre evidenze, le fobie potrebbero essere il risultato di una predisposizione biologica o ereditaria che rende il soggetto più sensibile allo sviluppo di queste dinamiche d’ansia.

Il significato delle fobie: quale relazione con un evento traumatico?

Le fobie sono una forma di disturbo d’ansia caratterizzato da una paura esagerata e persistente di un oggetto, di una situazione o di un’attività specifica. Sono considerate patologiche solo se la paura è marcatamente sproporzionata rispetto alla reale minaccia dell’oggetto o della situazione.

Le fobie sono il risultato di una combinazione di fattori biologici, psicologici e ambientali.

Alcuni studi hanno dimostrato che le fobie possono essere ereditarie e che le persone con un genitore o un fratello che soffre di una fobia sono a maggior rischio di sviluppare anch’esse una fobia.

I disturbi fobici possono anche essere causati da esperienze traumatiche, come ad esempio il morso di un cane quando si era bambini che può portare allo sviluppo della fobia dei cani. In presenza di un evento traumatico, il disturbo fobico si sviluppa quindi come un tipico meccanismo di difesa che la persona utilizza per evitare di rivivere l’esperienza traumatica e per proteggersi dal potenziale rischio di un’altra esperienza simile.

In ogni caso, deve essere ricordato che non tutte le persone che hanno vissuto eventi traumatici sviluppano poi un disturbo fobico, anche se il trauma rimane nelle memorie neurali del paziente e continuerà ad esercitare altre forme di condizionamento.

Quando vi è una causa ben identificabile, come nell’esempio del trauma psicologico, il significato della fobia è evidente e risulta anche più facile impostare un lavoro specifico per superarla.

Vi sono però diversi casi in cui i disturbi fobici possono ingenerarsi senza alcuna ragione apparente, e qui è necessario uno scavo più profondo e condotto da un professionista per identificare le loro radici più recondite.

Fobie e paranoie: quali differenze?

La fobia e la paranoia sono due dinamiche psicologiche distinte, sebbene possano essere confuse a causa di alcune somiglianze nelle loro manifestazioni.

La parola paranoia deriva dal greco paranoia (composto di parà “alterazione”, “contrapposizione” e nous “mente”). Significa quindi, in senso letterale, uno stato di alterazione della condizione mentale.

La paranoia è una forma di disturbo psicotico caratterizzato dalla convinzione della persona di essere in pericolo o di essere costantemente osservata o perseguitata dagli altri, senza che vi sia alcuna evidenza reale.

Il soggetto paranoide presenta una marcata difficoltà a distinguere la realtà oggettiva dalle proprie sensazioni e percezioni. Vivendo in un costante stato di allarme fisico e mentale, il soggetto presenta ipervigilanza e iperattivazione.

La paranoia può portare a comportamenti evitanti e ad un crescente isolamento sociale. A differenza delle fobie, la paranoia non è limitata a un oggetto o una situazione specifica, ma può influire sulla vita quotidiana in molti modi diversi.

È una sorta di tarlo mentale che agisce in continuazione nella mente del soggetto, in modo subdolo e logorante e senza un motivo scatenante.

Dalla paranoia discende il disturbo paranoide di personalità, che non approfondirò ulteriormente in questo articolo.

Fobie più comuni e disturbi d’ansia

Le fobie rientrano a tutti gli effetti nel perimetro dei disturbi d’ansia più comuni insieme ad altre forme di ansia come il disturbo d’ansia generalizzato, il disturbo ossessivo-compulsivo (DOC), il disturbo da attacchi di panico e il disturbo post-traumatico da stress (PTSD).

Come già visto, possono manifestarsi in varie forme e intensità. Ogni tipologia di fobie è infatti accompagnata da un’ansia intensa e persistente che scaturisce come conseguenza dell’esposizione della persona a una situazione specifica, a un oggetto o ad un animale.

Quando l’ansia diventa fobia, e viceversa

Le fobie possono essere anche un sintomo della presenza di altri disturbi d’ansia concomitanti, come il disturbo d’ansia generalizzato, e possono coesistere con altri disturbi come la depressione o le dipendenze.

Oltre a questa connessione, è importante notare che le fobie in alcuni casi agiscono come un fattore di rischio per lo sviluppo di altri disturbi d’ansia, soprattutto se non vengono adeguatamente trattate.

Un esempio tipico di come le fobie possono essere correlate ai disturbi d’ansia è la fobia sociale. Chi soffre di questa dinamica tende a sfuggire da situazioni sociali o pubbliche per paura di essere giudicato o ridicolizzato dalle altre persone. Questo può causare un livello elevato di ansia e stress, portando alla completa elusione di determinate attività o situazioni.

Un altro esempio è la fobia specifica, di cui abbiamo già visto alcuni esempi. La paura può diventare così intensa da causare sintomi d’ansia come sudorazione, tachicardia e iperventilazione. In alcuni casi, le persone con una questa fobia possono arrivare a sviluppare un disturbo d’ansia generalizzato a causa della preoccupazione costante per l’oggetto o la situazione temuta.

Vivere con una fobia: impatto sul quotidiano e sulle relazioni interpersonali

A tutti gli effetti, le fobie rappresentano dinamiche che possono avere un impatto significativo sulla qualità della vita della persona, limitandone le attività quotidiane, gli spostamenti e le interazioni con il prossimo, provocando elevati livelli di ansia e stress che tendono ad autoalimentarsi e ad innescare circoli viziosi.

In molti casi, chi vive con una fobia può continuare a schivare situazioni che scatenano un senso di angoscia, limitando così la frequentazione di luoghi e contesti specifici e la propria vita sociale e lavorativa.

Una persona con agorafobia può evitare di uscire di casa anche per tempi molto prolungati, mentre chi soffre di fobia sociale può scansare quelle situazioni in cui si troverebbe al centro dell’attenzione o in cui dovrebbe tenere una presentazione in pubblico.

I sintomi dell’ansia che spesso accompagnano le fobie possono poi essere esperiti come imbarazzanti o addirittura spaventosi per chi ne soffre.

Questo quadro, considerato nel suo insieme, può portare ad un isolamento sociale anche cronico e a problemi nelle relazioni interpersonali, sia con amici e familiari che con colleghi di lavoro.

Solo imparando a gestire e a superare le fobie la persona può sperimentare un miglioramento nella qualità della vita e nelle sue relazioni umane.

Strategie per affrontare le fobie più comuni: tecniche di rilassamento, respirazione e visualizzazione

Prima di parlare dei trattamenti psicoterapeutici delle fobie, mirati ad una risoluzione di questa problematica alla radice, ti voglio fornire alcuni consigli e strategie pratiche, utilizzabili fin da subito, per aiutarti a ridurre l’impatto negativo delle fobie sulla tua vita quotidiana.

Ho selezionato qui 4 approcci specifici che possono essere utilizzati in autonomia dal paziente, senza necessariamente avere il supporto di un terapeuta specializzato:

  1. Informarsi sulla fobia: conoscere i sintomi, le cause e le possibili cure della paura può aiutare il paziente a comprendere meglio il proprio disturbo e a sentirsi meno solo e isolato. Può sembrare banale, ma è un passaggio che da solo già può sgonfiare in parte il senso di angoscia.
  2. Esposizione graduale alla situazione o all’oggetto temuto (terapia dell’esposizione): questo può aiutare il paziente a familiarizzare con la causa della sua dinamica secondo una modalità tollerabile, riducendo così l’angoscia associata. Questa tecnica viene anche utilizzata in alcuni orientamenti di psicoterapia e può essere molto efficace se svolta sotto la guida di un professionista.
  3. Respirazione profonda: praticare una respirazione consapevole può aiutare a ridurre l’ansia e a calmare il corpo in maniera quasi istantanea. Il paziente può imparare a fermarsi, mettersi per quanto possibile in una posizione comoda e iniziare a respirare lentamente e profondamente quando si trova in situazioni stressanti o angoscianti. È una capacità che si può sviluppare con il tempo e con la giusta perseveranza.
  4. Meditazione: pratica che consiste nel riuscire a focalizzare l’attenzione su sé stessi, molto efficace per ridurre l’ansia e lo stress. Il paziente può imparare in autonomia a meditare regolarmente per gestire meglio i propri carichi emotivi destabilizzanti.

Come superare le fobie più comuni: il percorso di guarigione e la prevenzione delle ricadute

Il trattamento del disturbo fobico in genere è relativamente semplice, soprattutto se non associato ad altri disturbi psicologici, e prevede come soluzione primaria un percorso di psicoterapia di breve durata (con cicli a partire da 10-12 sedute, che tradotto in termini di tempo corrispondono a 3-4 mesi).

La terapia psicologica mira a guidare la persona a comprendere le radici inconsce della propria fobia, ad affrontare la paura in modo graduale e controllato e a sviluppare strategie cosiddette di coping più funzionali ed efficaci.

La psicoterapia si pone come obiettivo di risolvere le dinamiche disfunzionali alla base delle fobie, che in quest’ottica agiscono quasi come una spia della loro presenza nel tessuto psichico.

La Psicoterapia Medica Olistica come approccio d’elezione per superare le fobie

Tra i vari orientamenti di psicoterapia, la psicoterapia olistica si rivela come un approccio molto efficace nella gestione e cura delle fobie più comuni, ma anche di quelle apparentemente più strane o insolite.

Questo tipo di trattamento pone al centro l’idea che il benessere psicologico si basi sull’equilibrio tra i vari aspetti della vita di una persona, nello specifico la dimensione fisica, emotiva, mentale e spirituale.

Muovendosi in questa direzione, la psicoterapia olistica considera l’individuo nella sua interezza, lavorando per identificare le cause profonde della fobia e per affrontare il problema a livello multidimensionale. Per fare ciò, un tassello fondamentale è identificare le esperienze passate della persona, le sue convinzioni limitanti, le memorie emozionali e i meccanismi di difesa che ha sviluppato per far fronte alle sue paure e per evitare il contatto con parti di sé che rifiuta.

La Psicoterapia Medica Olistica è la prima psicoterapia olistica fatta da un Medico, che unisce i vantaggi della terapia breve all’approccio olistico in psicologia, risultando quindi un trattamento integrato e avanzato.

Quest’ultima utilizza tecniche terapeutiche avanzate, come la terapia EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing), la Psicoterapia della Gestalt e la Psicoterapia Intensiva Dinamica Breve per aiutare il paziente ad affrontare e superare le sue fobie in tempi più rapidi grazie all’approccio altamente focalizzato.

Durante il trattamento psicoterapeutico la persona è portata anche ad acquisire una maggiore consapevolezza e comprensione di sé stessa, promuovendo così il ripristino di uno stato di benessere in una prospettiva di medio-lungo termine e in grado di stabilizzarsi anche dopo il termine del ciclo di terapia.


Se vuoi più informazioni sulla Psicoterapia Medica Olistica oppure prenotare la prima seduta con me, puoi compilare il modulo di contatto che trovi all’inizio della Pagina Contatti.

Foto professionale della Dott.ssa Elisa Scala, medico psicoterapeuta a Novara
Ricevo a Novara e online

Medico psicoterapeuta

Sono iscritta all’Albo Professionale dei Medici dall’anno 2008, ed esercito la professione di Psicoterapeuta sia per mezzo di sedute online (via Zoom o Skype) che in presenza nel mio studio privato vicino al centro storico di Novara.

Perché medico psicoterapeuta?

Associare la Specializzazione in Psicoterapia della Gestalt alle conoscenze e all’esperienza di Medico mi permette di comprendere più aspetti dei disagi interiori delle persone che decidono di intraprendere un percorso di psicoterapia con me.

Questo porta a risultati tangibili per il paziente in termini di salute, benessere e serenità nella propria vita, il tutto in tempi mediamente più brevi rispetto alla psicoterapia tradizionale e senza limitarsi a quella che potrei definire come “terapia dell’ascolto”.

Dott.ssa Elisa Scala, medico psicoterapeuta a Novara